
Bologna – Con l’inaugurazione del MUBIT, la memoria della pallacanestro italiana ha preso ufficialmente dimora tra le leggendarie mura del PalaDozza. A inaugurare il percorso espositivo è stata la mostra “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro”, un’esposizione che ripercorre un secolo di sfide, dal 1921 a oggi. Al centro del racconto non ci sono solo i trofei, ma le persone e le emozioni che hanno reso iconica la maglia della Nazionale: un viaggio corale tra cimeli storici e contenuti multimediali che unisce le radici del movimento al suo futuro

Dal 18 aprile, il basket italiano ha finalmente la sua casa. Fin dalle prime ore del mattino, l’esterno del Palasport si è trasformato in un’arena a cielo aperto: mentre i campetti allestiti dalla FIP Emilia-Romagna ospitavano decine di giovani atleti in un clima di festa, la piazza si riempiva di generazioni diverse. Dai nonni pronti a raccontare le imprese di Dino Meneghin ai semplici curiosi. Tutti sono stati attratti dalla nuova ala del “Madison” di Piazza Azzarita.
Mentre fuori pulsava l’energia del gioco, l’interno del PalaDozza diventava il palcoscenico per la presentazione ufficiale del Museo. Davanti a un parterre d’eccezione, si sono riunite le leggende che hanno fatto la storia: dai simboli del basket femminile come Mara Fullin, Raffaella Masciadri e Chicca Macchi, fino a icone mondiali come Carlton Myers, Andrea Bargnani, Ettore Messina, Roberto Brunamonti e Giacomo Galanda. Una vera “chiamata alle armi” a cui i grandi della pallacanestro hanno risposto con entusiasmo per onorare la maglia azzurra.
L’evento ha rappresentato anche un invito aperto alle due anime di Bologna, Virtus e Fortitudo, a testimonianza di come il MUBIT nasca per superare ogni campanilismo e diventare patrimonio condiviso dell’intero movimento.

Dalle ore 15:00, il MUBIT ha ufficialmente aperto le proprie porte al grande pubblico, accogliendo un flusso costante di visitatori che ha animato le sale fino a tarda sera. Il percorso espositivo si apre con un forte richiamo identitario: la maglia di Carlo Recalcati e l’immagine di Cecilia Zandalasini, simboli di un dialogo mai interrotto tra generazioni. Da qui, il pubblico si è immerso nelle sale delle “Vittorie”, dove il racconto si fa emozione pura, per poi approdare all’area interattiva dedicata ai più giovani, che hanno potuto scoprire i segreti del parquet sotto la guida virtuale di Matteo Panichi.
Il momento di maggiore suggestione è stato, senza dubbio, incrociare i campioni di ieri e di oggi mentre osservavano, quasi con incredulità, i propri cimeli. Vedere maglie ancora segnate dalla fatica, i palloni storici di Nantes ’83 o le medaglie di Atene 2004 esposti tra le teche, ha restituito l’immagine di una storia viva, capace di uscire dai libri per farsi cronaca presente. La giornata è stata inoltre l’occasione per inaugurare il nuovo Rooftop, che ha regalato ai primi visitatori un punto di vista privilegiato e inedito sul panorama di Bologna.

“È stato un parto lungo, ma oggi finalmente inauguriamo un luogo speciale che riempiremo di eventi. Ringrazio chi ha creduto in noi e chi ha lavorato insieme a noi in tutti questi anni”.
il Sindaco Matteo Lepore
“Oggi consegniamo alla città un Museo che poco ha da invidiare ai luoghi che celebrano le squadre più forti del mondo. Ritrovare qui questi personaggi incredibili mi rende felice”.
Il Presidente FIP Giovanni Petrucci
Un concetto ripreso da Maurizio Gherardini (LBA), che ha sottolineato come la struttura aiuterà a creare una legacy duratura con le generazioni future.
Infine, Daniele Ravaglia (Fondazione Bologna Welcome) ha posto l’accento sulla vocazione internazionale del progetto, inquadrando il MUBIT come una nuova colonna portante dell’offerta turistica e culturale bolognese.
L’inaugurazione del 18 aprile è stata solo il primo canestro di una partita destinata a durare nel tempo. Il MUBIT è ora ufficialmente aperto: la storia del basket italiano vi aspetta per essere vissuta.

Mentre all’interno il pubblico scopriva i tesori del museo, all’esterno l’energia della piazza non ha mai accennato a spegnersi. Le celebrazioni sono proseguite fino alle 22:00, trasformandosi in una grande festa collettiva scandita da un DJ set che ha fatto vibrare il cuore della città. Musica e sport si sono fusi in un unico abbraccio, confermando una volta di più il titolo di “Basket City” per una Bologna che vive di questa passione.
Sei un’azienda e vuoi organizzare il tuo evento presso la nostra struttura esclusiva?