16 ottobre 1938: quando le pioniere azzurre salirono sul tetto d’Europa

Il 16 ottobre 1938 è una data che non può essere dimenticata. A Roma, sul campo all’aperto allestito nell’area dei Parioli, la Nazionale femminile di pallacanestro conquistava la medaglia d’oro alla prima edizione assoluta di EuroBasket Women. Un trionfo storico, pionieristico, capace di anticipare i tempi e dimostrare la forza prorompente del movimento sportivo femminile in un’epoca complessa.

Un torneo senza precedenti

La rassegna continentale del 1938 rappresentò il debutto ufficiale della FIBA per le formazioni femminili, tre anni dopo la prima edizione maschile di Ginevra. A contendersi il primo storico trofeo continentale arrivarono cinque nazioni in un girone unico all’italiana: Italia, Lituania, Polonia, Francia e Svizzera. La formula non concedeva margini d’errore: partite secche, giorno dopo giorno, dal 12 al 16 ottobre.

La classifica e il brivido finale

Con il successo della Polonia sulla Lituania nell’ultima giornata, tre squadre chiusero il girone appaiate con un record di 3 vittorie e 1 sconfitta (7 punti): Italia, Lituania e Polonia. A decretare il podio fu il quoziente canestri, che premiò la straordinaria continuità offensiva e difensiva delle Azzurre:

  • 1° posto (Oro): Italia (quoziente canestri 1,337)
  • 2° posto (Argento): Lituania (quoziente canestri 1,215)
  • 3° posto (Bronzo): Polonia (quoziente canestri 1,014)
  • 4° posto: Francia
  • 5° posto: Svizzera

I volti di una leggenda

Guidate in panchina dal commissario tecnico Silvio Longhi, quelle dieci atlete non stavano soltanto disputando un torneo di basket: stavano ridefinendo lo spazio della donna nello sport agonistico di vertice.

La squadra, imperniata sul nucleo della gloriosa Ambrosiana-Inter, poteva contare sulla classe pura e sul carisma di giocatrici straordinarie:

  • Nerina Bertolini, talento cristallino e stella del torneo, autentico motore offensivo.
  • Giovanna Bortolato, pilastro di affidabilità e visione tattica.
  • Vittoria Ceriana, Piera Verri, Gianna Roghi, Claudia Bersani, Irma Nicollini, Esela Cenci, Annamaria Belli e Flaminia Theodoli.

Giocavano con maglie di lana e scarpe di tela, su campi in terra battuta o cemento all’aperto, senza le comodità e le tutele del professionismo moderno. Eppure, in ogni rimbalzo e in ogni tiro a parabola c’era un’energia moderna, fiera, contagiosa.

L’eredità delle eterne campionesse

L’oro del 1938 resta un unicum per la nostra Nazionale femminile, ma soprattutto è la radice su cui poggia l’intero movimento cestistico italiano. Raccontare oggi quell’impresa significa celebrare il coraggio di chi ha aperto la via, trasformando la palla a spicchi in uno strumento di emancipazione, determinazione e orgoglio azzurro.

A ottantotto anni da quel 16 ottobre, il messaggio di quelle pioniere risuona intatto: non si vince soltanto per salire sul gradino più alto del podio, ma per dimostrare che nessun limite è invalicabile.